2014_ La legge Fornero e il licenziamento per giustificato motivoby Avv. Ilaria Giovanazzi

Negli ultimi tempi ricevo molte richieste di chiarimento del contenuto della Legge Fornero in merito ai requisiti del licenziamento dei dipendenti.

È purtroppo, questo, un argomento attuale, considerata la contrazione del mercato e la conseguente difficile situazione di molte imprese, anche locali.

Ho pensato, quindi, di affrontare la questione facendo un po’ di chiarezza in materia di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo.

L’art. 3 della Legge 604/1966 prevede che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo debba essere supportato da “ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa”.
Queste ragioni si sostanziano prevalentemente in specifiche esigenze aziendali che impongono la soppressione del posto di lavoro (a causa di innovazioni tecnologiche oppure a causa di riassetti organizzativi, oppure per contenere i costi aziendali), ma può anche trattarsi di comportamenti del prestatore (assenza per malattia che superi i limiti di tempo previsti dalla contrattazione collettiva, oppure sopraggiunta inidoneità allo svolgimento delle mansioni).
La Legge n. 92/2012 (Legge Fornero) nel caso di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo, all’art. 7 prevede che il datore di lavoro che abbia alle proprie dipendenze più di quindici lavoratori nella stessa unità produttiva o nello stesso Comune o comunque più di sessanta complessivamente, debba seguire una specifica procedura:

Il licenziamento potrà comunque essere impugnato dal dipendente.

© Studio Legale Giovanazzi 2016 - P.I. 01723500227

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