2016_ “Deontologia e metodo delle professioni legali: l’esperienza dell’avvocato nella mediazione”by Avv. Ilaria Giovanazzi

L’AVVOCATO NELLA MEDIAZIONE.

Il 1° comma, dell’art. 62 del Codice Deontologico (già art. 55bis del suddetto codice) pare prevedere la sovra-ordinazione del codice deontologico rispetto alla normativa specifica regolante la materia della mediazione e rispetto al regolamento dell’organismo di mediazione.

In realtà, il T.A.R. Lazio, Roma sez. III, con sentenza n. 8858 del 29.10.2012, ha affermato che: “deve essere annullato il comma 1 dell’art. 55 bis del codice deontologico forense ( oggi comma 1 dell’art. 62) in quanto lo stesso dispone che le previsioni del regolamento dell’organismo di mediazione devono essere rispettate dall’avvocato che svolge funzione di mediatore nei limiti in cui dette previsioni non contrastino con quelle del presente codice. E ciò perché, il codice deontologico – che nel sistema delle fonti è certamente di rango subordinato, (così come chiarito dalla Corte di Cassazione sez. VI, 4 agosto 2011, n.17004; S.U. 17 giugno 2010, n.14617; id. 7 luglio 2009, n.15852) alla normativa primaria in materia di conciliazione – non ha la forza di prevalere sulle norme primarie con lo stesso contrastanti, avendo natura di fonte meramente integrativa dei precetti normativi. Dalla sopra richiamata pronuncia, quindi, si afferma che la normativa prevalente alla quale ci si dovrà riferire nel caso di conflitto con le norme del codice deontologico sarà quella prescritta dal D.lgs 4 marzo 2010, n.28, dal D.M. 18 ottobre 2010, n. 180, e dalle previsioni del regolamento dell’organismo di mediazione presso il quale l’avvocato svolge le proprie funzioni di mediatore, nonché, per ciò che attiene le regole di condotta, il rispetto dei principi derivanti dal codice etico ( che nel tuo caso di specie è il codice di condotta Europea per mediatori così come previsto dal regolamento dell’ O.M.F. di Rovereto)

Quanto, invece, al Codice di Condotta Europeo “ l’adesione al codice di condotta non pregiudica l’applicazione della normativa nazionale” con ciò a significare che la normativa nazionale sarà da ritenersi nel caso di conflitto con il codice etico prevalente.

 

FONTI

 

LA MEDIAZIONE –  D.LGS. N.28/2010

 

NORME DI COMPORTAMENTO DELL’AVVOCATO MEDIATORE

Tutti coloro che svolgono il ruolo di mediatore sono tenuti all’osservanza delle seguenti norme di comportamento:

  1. Il mediatore deve garantire indipendenza ed imparzialità, impegnandosi a comunicare tempestivamente le circostanze che potrebbero mettere in discussione le neutralità nella gestione della lite.
  2. Il mediatore deve assicurarsi che, prima dell’incontro di conciliazione, le parti abbiano compreso ed accettato i seguenti punti:
  1. Il mediatore deve garantire la riservatezza su ogni informazione che emerga durante il procedimento a patto che non sia autorizzato dalle parti o che sia altrimenti previsto dalla legge o per motivi di ordine pubblico.
  2. Il mediatore deve svolgere il proprio ruolo con diligenza, indipendentemente dalla natura e dal valore della controversia
  3. Il mediatore deve ricevere adeguata formazione e procedere con aggiornamenti periodici in merito alle tecniche di composizione delle crisi.
  4. Il mediatore non deve esercitare alcuna pressione sulle parti.

 

AVVOCATO CHE ASSISTE LA PARTE IN MEDIAZIONE

  1. ha l’obbligo di astenersi dal prestare attività professionale quando in conflitto di interessi con il proprio assistito.
  2. svolge l’incarico senza ritardo con diligenza nell’interesse della parte assistita
  3. deve rapportarsi con mediatore e procuratori delle parti con dignità e rispetto
  4. non deve interloquire con il mediatore sul merito del procedimento in corso senza che sia presente l’avvocato dell’altra parte.

 

BIBLIOGRAFIA E GIURISPRUDENZA

 

© Studio Legale Giovanazzi 2016 - P.I. 01723500227

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