2018_ Crisi familiare: mediazione, negoziazione, separazione e divorzioby Avv. Ilaria Giovanazzi

– La mediazione familiare:
1. Quando nasce la mediazione familiare:
Il primo centro di mediazione familiare nasce nel 1974 ad Atlanta per opera dello psicologo e avvocato statunitense James Coogler. Già dai primi anni ottanta la pratica della mediazione familiare si diffonde dagli Stati Uniti all’Europa, ed in particolare in Francia, dove nel 1996 viene introdotta un’importante riforma del processo in base alla quale il Giudice può nominare un terzo soggetto esterno alla causa «familiare» che ascolti le due parti e le aiuti a trovare una soluzione condivisa. Invece in Italia, nel 1987, si costituisce a Milano l’associazione GeA (Genitori Ancora), la prima con l’intento di divulgare la pratica della mediazione familiare; la prima organica normativa in tema di mediazione civile e commerciale in Italia risale al D.lgs. n. 28/2010
2. Chi è il mediatore familiare?
Il mediatore familiare è una figura professionale, con una formazione specifica (spesso uno psicologo, uno psicoterapeuta), che aiuta le parti a vivere costruttivamente le loro conflittualità e riorganizzare la loro vita ritrovando benessere e serenità, cercando di uscire dallo schema difensivo e/o aggressivo a causa del quale il dialogo tra i soggetti coinvolti spesso è bloccato o distorto.L’avvocato interviene ad accordo raggiunto e solo quando l’intesa vada formalizzata in Tribunale. Il suo ruolo e dare forma giuridicamente corretta alle intese autonomamente raggiunte dalle coppie.
3. A chi è rivolta la mediazione familiare?
La mediazione familiare è un percorso utile a tutte le persone che non riescono più a gestire e a superare autonomamente i conflitti in ambito familiare (es. tra nonni/nipoti, genitori /figli, etc.), alle coppie che stano affrontando un periodo di crisi e che non riescano a ristabilire un dialogo costruttivo e alle coppie che hanno già deciso di separarsi o di divorziare e necessitano di aggiornare i loro rapporti patrimoniali e stabilire le nuove regole relative al mantenimento e all’affidamento dei figli e ai genitori in fase di separazione che hanno la necessità di consigli su come affrontare l’argomento con i figli e prepararli al cambiamento degli equilibri familiari e che vogliono avere sostegno nel momento di «rodaggio» delle loro intese, infine agli ex coniugi che devono confrontarsi quotidianamente come genitori, per mantenere o ridefinire la genitorialità
4. A chi rivolgersi – Trento e Provincia
Enti privati
TRENTO:
ALFID _ Associazione Laica Famiglie in Difficoltà onlus Via Lunelli, 4 si riceve dal lunedì al venerdì 8.30- 12.30 / 14.00 – 18.00
Tel. 0461 235008 – 0461 233528 Fax 0461 235008 mail: info@alfid.it – info@pec.alfid.it
ROVERETO:
Associazione «NUOVE FAMIGLIE» Piazza San Marco 7, si riceve su appuntamento cell. 345.5365953 mail info@nuovefamiglie.it

– La mediazione volontaria:
1. La procedura di mediazione volontaria:
Le parti, ciascuna assistita dal legale di fiducia, si incontrano presso la sede di un Organismo di Mediazione, davanti ad un mediatore, per tentare di trovare un accordo che soddisfi entrambe. La presenza degli avvocati è obbligatoria ed è finalizzata a garantire che l’accordo raggiunto sia rispettoso dei diritti delle parti e non sia contrario alla legge ed all’ordine pubblico. La procedura ha durata massima di tre mesi (prorogabili liberamente); è coperta da riservatezza. Si redigono succinti verbali delle sedute a cura del mediatore. L’accordo raggiunto è un titolo esecutivo (come una sentenza). Il mediatore può essere un avvocato, un commercialista, un altro professionista, purché abilitato specificamente alla mediazione.
2. Le differenze tra mediazione familiare e volontaria:
la mediazione familiare, si svolge alla presenza di parti e mediatore, la cui specifica preparazione professionale è finalizzata al raggiungimento di un accordo con un’attenzione particolare al percorso psicologico e personale che ne deriva
la mediazione volontaria si svolge alla presenza delle parti, dei rispettivi avvocati e di un mediatore con l’intento di raggiungere un accordo che sia rispettoso della legge e dell’ordine pubblico
3. Gli obblighi del mediatore:
il D.lgs. N. 28/2010 stabilisce i seguenti obblighi per il mediatore:
deve garantire indipendenza ed imparzialità, impegnandosi a comunicare tempestivamente le circostanze che potrebbero mettere in discussione le neutralità nella gestione della lite
deve mantenere la riservatezza su ogni informazione che emerga durante il procedimento a patto che non sia autorizzato dalle parti o che sia altrimenti previsto dalla legge o per motivi di ordine pubblico
deve svolgere il proprio ruolo con diligenza, indipendentemente dalla natura e dal valore della controversia
4. A chi rivolgersi:
OMF – Organismo di Mediazione Forense – è attivo presso ogni Tribunale – OMF Rovereto tel. 0464/437214
ACB Dispute Resolution – via Brennero n. 43, Trento, tel. 0461/830002

-La negoziazione assistita:
1. Cos’è la negoziazione assistita:
La negoziazione assistita è disciplinata dal D.L. n. 132/2014 convertito in L. n. 162/2014:
Consiste in un iter volontario per la risoluzione delle liti civili che viene introdotto da un accordo scritto tramite il quale le parti si impegnano a cooperare lealmente per risolvere una controversia entro un certo periodo e con l’assistenza dei rispettivi avvocati
L’accordo può essere raggiunto su impulso di tutte le parti della lite o di una sola che invita l’altra a stipulare la convenzione. La trattiva avviene nel luogo scelto dalle parti ed è coperta da riservatezza. Il procedimento deve avere durata massima di 3 mesi ( prorogabile di 30gg)
2. La negoziazione assistita in materia matrimoniale:
L’art 6 della L. 162/2014 stabilisce che la negoziazione in materia matrimoniale è finalizzata ad ottenere soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio
3. Fase della negoziazione assistita:
Invito a negoziare
Replica positiva o negativa del destinatario dell’invito
Stesura e sottoscrizione della convenzione di negoziazione
Svolgimento della negoziazione con l’assistenza dei rispettivi avvocati
Fase conclusiva (firma dell’accordo o del verbale che attesta l’esito negativo della trattativa)

– La pratica collaborativa:
1. Cos’è: è un metodo non contenzioso di risoluzione dei conflitti che mette al centro le persone ed i loro interessi consentendo di trovare soluzioni attente ai bisogni particolari della famiglia e della coppia.
La negoziazione deve essere improntata ai principi di buona fede, trasparenza, riservatezza per garantire accordi consapevoli e capaci di durare nel tempo. Le parti sono protagoniste attive di tutto il percorso ma vengono assistite sempre dagli avvocati
Alla procedura spesso partecipano altrui professionisti neutrali (facilitatore, esperto delle relazioni, commercialista, psicologo dell’età evolutiva).
Tutti i professionisti, avvocati compresi, applicano specifiche tecniche comportamentali e di negoziazione che consentono di facilitare il dialogo mettendo al centro in particolare i figli delle coppie in crisi.
2. Come si svolge: Tutto l’iter è coperto da riservatezza. La sede dell’attività viene concordata dalle parti. Nel caso non si raggiungano intese, gli avvocati si impegnano a non difendere i rispettivi clienti in futuri giudizi in Tribunale.
La durata della procedura dipende dalle esigenze e dai tempi delle parti.
3. A chi rivorgersi:
Ad avvocati che abbiano specifica abilitazione alla pratica collaborativa. In Regione il nominativo di questi professionisti è reperibile sul sito www.praticacollaborativa.it

– Procedura di separazione e divorzio presso Ufficiale di Stato Civile:
1. Introduzione:
la Legge 162/2014 ha introdotto la possibilità per i coniugi di separarsi, divorziare o modificare le precedenti condizioni del vincolo matrimoniale rivolgendosi all’Ufficiale di Stato Civile del proprio Comune di residenza, ottenendo i medesimi effetti di un provvedimento giudiziale e senza necessità dell’assistenza del difensore.
2. Presupposti necessari per l’attivazione della procedura:
Per poter attivare questa procedura è necessario:
l’accordo delle parti a ricorrere a questa procedura.
non devono esserci figli minori o maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave o maggiorenni economicamente non autosufficienti.
l’accordo non deve prevedere trasferimenti patrimoniali
3. Procedura:
i coniugi devono rivolgersi all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza di uno di loro o del Comune in cui è stato celebrato il matrimonio, o del luogo in cui è stato trascritto il matrimonio, se contratto all’estero
in particolare il Comune di Rovereto richiede l’inoltro (via mail all’indirizzo di posta elettronica statocivile@comune.rovereto.tn.it) del modulo di richiesta di inizio procedimento e di copia del documento di riconoscimento in corso di validità di entrambe le parti
i coniugi terranno un primo appuntamento con l’Ufficiale di Stato Civile per la sottoscrizione dell’accordo (ed in quella occasione le parti dovranno pagare la somma di € 16,00 di diritto fisso) e, un secondo appuntamento (decorsi trenta giorni) per la conferma o meno dell’accordo.

– La nuova disciplina del «Divorzio Breve»:
1. Introduzione:
la Legge n. 55/2015 ha riformato l’istituto del divorzio con la finalità principale di rivedere i tempi che debbono decorrere tra separazione e divorzio dei coniugi, con l’intento di abbreviare i tempi per eventuali ripensamenti e riconciliazioni.
2. Riepilogo delle principali novità introdotte dalla Legge 55/2015:
anticipazione della domanda di divorzio:
In caso di separazioni giudiziali: il termine per chiedere il divorzio passa da 3 anni a 12 mesi di separazione ininterrotta computati a decorrere dalla prima udienza dei coniugi di fronte al Presidente del Tribunale nella causa di separazione (art. 708 c.p.c.)
nelle separazioni consensuali: il termine per chiedere il divorzio passa da 3 anni a 6 mesi di separazione ininterrotta da computare a decorrere dalla prima udienza dei coniugi dvanti al Presidente del Tribunale nella causa di separazione (art 708 c.p.c.)
in caso di separazioni iniziate come giudiziali e divenute consensuali: le tempistiche per la richiesta di divorzio sono le stesse che per il caso di separazione consensuale
scioglimento anticipato della comunione legale:
la legge precedente prevedeva la permanenza della comunione dei beni tra i coniugi nel lasso di tempo tra la domanda di separazione consensuale e la sentenza/omologa di separazione. Questo implicava una fase di immobilità patrimoniale che la legge n. 55/2015 elimina prevedendo che lo scioglimento della comunione si perfezioni nel momento in cui il Giudice autorizza i coniugi a vivere separatamente, quindi nel momento della prima comparizione delle parti presso il Presidente del Tribunale
tempi di applicazione delle nuove disposizioni:
le nuove disposizioni si applicano anche ai giudizi in corso alla data di entrata in vigore della legge.

© Studio Legale Giovanazzi 2016 - P.I. 01723500227

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