2016_ AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO – Istruzioni per una serena solidarieta’by Avv. Ilaria Giovanazzi

Normativa di riferimento:

  1. Legge n. 6 del 2004: introduce nel nostro ordinamento la figura dell’amministratore di sostegno. Tale istituto ha lo scopo di sostenere soggetti in difficoltà con interventi mirati e specifici, anche limitati nel tempo. La protezione approntata – caso per caso – non è solamente di carattere amministrativo ma può investire la sfera sanitaria, l’organizzazione degli interventi di cura e accudimento della persona parzialmente incapace.
  2. Art 405 c.c.: l’amministratore viene nominato dal tribunale con apposito decreto a seguito di una procedura piuttosto snella e di breve durata. Il decreto di nomina contiene:
    1. le generalità del beneficiario dell’amministrazione
    2. la durata dell’incarico che comunque può essere a tempo indeterminato
    3. la specifica degli atti che l’amministratore può compiere e di quelli che rimangono nella disponibilità del beneficiario
    4. la periodicità con cui l’amministratore dovrà riferire al giudice in merito al suo incarico.
  3. Art 406 e art. 417 c.c.: la richiesta di ottenere un amministratore di sostegno può essere proposta all’autorità giudiziaria direttamente dal soggetto in difficoltà – anche se minore, interdetto o inabilitato – dai suoi parenti prossimi, dal tutore o dal curatore e dal PM.

Differenze tra Amministrazione di Sostegno, Interdizione e Inabilitazione:

L’amministrazione di sostegno, rispetto agli altri due istituti, prevede una potestà sul beneficiario:

  1. non meramente patrimoniale ma comprendente anche la cura della persona
  2. propositiva e non interdittiva
  3. espansiva e non inibitoria
  4. personalizzata, modulabile e non standardizzata

Caratteristiche dell’Amministratore di Sostegno:

Le caratteristiche della figura dell’amministratore di sostegno:

  1. non necessariamente sostituisce a livello giuridico la persona, ma generalmente la affianca nella cura della sua persona e dei suoi interessi
  2. l’assistenza al beneficiario riguarda solo gli atti specificamente  indicati   dal   giudice   tutelare, dal momento che il beneficiario conserva, in linea generale, la capacità di agire. Nel caso in cui l’amministratore ritenga necessario, od anche solo opportuno, un intervento di sostegno oltre i limiti del provvedimento di nomina, potrà formulare apposita richiesta al Giudice Tutelare ed operare solo in seguito al vaglio ed al benestare dello stesso
  3. l’amministratore non mantiene con propri danari, né si occupa direttamente della cura personale, del vitto e dell’alloggio dell’amministrato ma generalmente lo coadiuva nella gestione del proprio patrimonio e verifica che abbia assistenza adeguata, si assicura che costui viva in ambiente dignitoso ed adeguato, tenuto conto delle peculiarità dell’assistito, delle sue particolari esigenze e problematiche specifiche.

Chi può beneficiare dell’amministratore di sostegno?

La persona che presenta un’impossibilità anche parziale o temporanea di provvedere ai propri interessi per effetto di un’infermità, di una menomazione fisica o psichica.

I presupposti che consentono l’applicazione della misura protettiva sono:

  1. l’infermità
  2. la menomazione fisica
  3. la menomazione psichica
  4. problematiche che determinano un’impossibilità parziale o totale, temporanea o permanente di provvedere ai propri interessi.

Chi può essere nominato amministratore di sostegno?

  1. la persona (amico, conoscente, familiare, consulente) indicato dallo stesso beneficiario in previsione di una futura incapacità
  2. i prossimi congiunti entro il quarto grado
  3. altra persona che il giudice ritenga idonea per caratteristiche di professionalità e predisposizione, ed inoltre possa garantire un’adeguata protezione ed un puntuale sostegno del soggetto fragile che vede ridotte le proprie autonomie

© Studio Legale Giovanazzi 2016 - P.I. 01723500227

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